Siamo arrivati allo scontro. Dopo tanti tira e molla, prima per gli schermi capacitivi, poi per la tecnologia multitouch (e il pitch-to-zoom a due dita), Apple ha rotto gli indugi e denunciato HTC per violazione di brevetti. L'altra faccia della medaglia è quanto mai semplice; Apple negli ultimi 10 mesi si è vista raggiungere e superare per quanto riguarda la navigazione web, inoltre l'interfaccia dell'iPhone ha perso il primato tra le più fluide ed "eye candy", il display è inferiore agli ultimi AMOLED capacitivi e il prezzo di retail è alla stregua troppo alto. La concorrenza c'è, si è fatta viva anche sul piano degli applications store, e Apple prova a far terra bruciata intorno a sè.
Le patenti sotto accusa riguardano la tecnologia touchscreen e le euristiche usate per interpretare i gesti. Un esempio su tutti è lo scroll nei menù: toccando lo schermo dal margine alto, la pagina (es. web) scrolla velocemente verso il basso, tappando un altro punto è possibile muoverla liberamente in ogni direzione. Un altro brevetto violato riguarderebbe il sistema di sblocco del telefono: slide-to-unlock. Altre protezioni intellettuali si concentrerebbero su parti hardware dei device, come il sensore di prossimità che spegne il display quando lo avviciniamo all'orecchio per rispondere ad una chiamata. Sotto accusa sono anche i sistemi di gestione dell'energia, ma soprattutto quelle attività che violerebbero i privilegi sulla programmazione orientata agli oggetti (OPP): Android OS si basa su tutto ciò e le altre potenziali violazioni convergono su questo punto.
A leggere gli oltre 20 brevetti violati, si intuisce come Apple stia cercando di far valere i propri diritti contestando elementi più che altro di progettazione software; Android è il sistema operativo che più si avvicina a iPhone OS e potenzialmente è il rivale che inquieta maggiormente la casa di Cupertino.
Ad oggi, la colpa di HTC sarebbe quella di integrare Android OS nei propri telefoni, di esserne partner e, probabilmente, quello più debole e più facile da attaccare. Un contestazione legale con Google rischierebbe di avere ripercussioni troppo grandi e pericolose per Apple stessa, anche se nulla è da escludere poichè siamo solo all'inizio di una lunga faccenda.