Bada OS è stato ufficialmente svelato durante il Samsung Developers Day di ieri. Certo, l'avevamo già visto all'opera sul Wave in quel di Barcellona, ma adesso sono chiari tutti i dettagli relativi al sistema.
L'azienda koreana vuole subito chiarire le origini di Bada; non si tratta di un sistema operativo nuovo (leggasi acerbo), ma dell'apertura agli sviluppatori della piattaforma consolidata che Samsung già utilizzava. La strategia vuole ripercorrere quell'integrazione software e hardware che ha fatto il successo di molte aziende, insieme ad una filosofia open. Un ibrido tra Android ed iPhone OS insomma.
Partiamo dall'interfaccia utente, quello che vede l'utente finale. La TouchWiz 3.0, pur essendo lo stato dell'arte, non può dirsi innovativa come la HTC Sense, non offre effetti grafici in stile SE Xperia, ma è semplice, bella da vedere e funzionale. Samsung vuole usare Bada per portare il vero smartphone (quello con servizi avanzati, non lo smartphonino per intederci) a tutti gli utenti mobile, inglobando quella grossa fetta di consumatori che ha fatto negli anni il successo di Nokia. Come? Il binomio "bello e facile" è d'obbligo, la discesa costante dei prezzi sarà il boost. Per incentivare le terze parti, Samsung punta molto sui forti legami con i carrier (si stima che il Wave ne sarà supportato da 107), ma soprattutto sull'Application Store (in 75 paesi entro il 2010) dove pubblicheranno i partner strategici (Electronic Arts, Capcom, Gameloft...) e gli sviluppatori indipendenti. A differenza degli altri store, sarà possibile acquistare anche scalando dal credito residuo della SIM o addebitando sulla bolletta telefonica.
L'aspetto tecnico vuole un kit di sviluppo basato su Eclipse, dove il linguaggio utilizzato è C e C++, con il supporto del simulatore. Certo sarà possibile integrare contenuti di ogni tipo come la tecnologia flash, ma molte sono anche le API utilizzabili, basate sia sul device che sul servizio. Appoggiandosi ai Bada Server è possibile sviluppare applicazioni di tipo social network, basate sul geotagging, con tecnologia push e di sincronizzazione, di ricerca, di ecommerce e molto altro ancora. Rispetto all'hardware del telefono potranno essere usati tutti i vari sensori (dall'accelerometro a quello di prossimità), la tecnologia multitouch, il riconoscimento facciale e la vibrazione per sviluppare applicazioni, inoltre non ci sarà il problema della risoluzione: i software autoscalano, adattandosi in automatico all'interfaccia utente.
Qualche punto un pò oscuro resta, come la gestione del multitask che lascia intravedere una concezione più vicina a quella dell'iPhone che a quella di Android, oppure l'impossibilità di installare applicazioni senza passare dallo Store. Un addio preannunciato per il VoiP dunque, i cui software saranno ovviamente esclusi dalla vendita online.
Resta positivo il tempo di validazione di un'applicazione allo store: 7 giorni per l'accettazione e la commercializzazione, in 75 paesi del mondo.
In definitiva Bada OS sembra avere tutte le carte in regola per concorrere sul mercato e non essere dimenticato in fretta, o almeno per averne una possibilità. D'altronde Samsung punta molto sul proprio sistema operativo, il proprio oceano.