La marcia di avvicinamento a Windows Phone 7 Series continua e nuove anticipazioni vengono a galla. Questa volta tocca al Marketplace, completamente rinnovato ed integrato nell'interfaccia utente. L'impatto visivo sembra davvero di alto livello, grazie a quella "vista panoramica" e all'insieme di animazioni grafiche che accompagnano l'esperienza di ricerca dell'utente, tra categorie e titoli, caratteristiche, screenshot e recensioni. Supporterà acquisti tramite carta di credito, addebiti in bolletta (così come Samsung Bada) e spazi pubblicitari. Ci sarà anche il "prova prima di acquistare", anche se non in stile Android: gli sviluppatori potranno scegliere il metodo, considerando che i più gettonati restano quelli sotto forma di demo software.
Il Marketplace di Microsoft sembra in qualche modo allinearsi all'App Store Apple. Un altro punto in comune è quello che prevede lo store come unico punto di convergenza per le applicazioni; sarà impossibile ottenere software WP7S al di fuori del confine Marketplace e, allo stesso modo, installarli sul device. Il costo per gli sviluppatori sarà sempre di 99 dollari annui, probabilmente senza il vincolo alle 5 applicazioni che esisteva per WM 6.5. Confermata inoltre la grande compatibilità ed integrazione con Zune.
La corsa alle applicazioni di terze parti, e al supporto degli store online, degli ultimi 15 mesi ha portato alla fine di un'era. Apple ne è in qualche modo il leader e precursore di questa strategia, mentre Microsoft e Samsung (con WP7S il primo, con Bada il secondo) ne cercano di ricalcare la profittevole via. Solo Android sembra resistere alle grandi pressioni capitalistiche, grazie ai fondamenti open sul quale è nato.
Commenti
E nooooo daiiiiii... proprio
se volessi un iPhone,
Ale, certo ad oggi non posso
Ale, certo ad oggi non posso darti torto. Le indiscrezioni non lasciano via di scampo. Vedremo cosa accadrà nei prossimi mesi.
Mah scelta che non mi piace
Mah scelta che non mi piace per niente. Probabilmente anche Samsung Bada finirà per allinearsi: a questo rimane fuori dal gruppo Android.
Capisco anche che in questo modo si preservano da una parte gli sviluppatori (ma solo se i sistemi di controllo anti-pirateria sono efficace) e dall'altra gli interessi dell'azienda a monopolizzare il mercato della distribuzione software: si impedisce così a monte la possibilità da parte di aziende terze di creare software store come fa attualmente Handmark, PocketGear, PocketLand e Mobihand.
E forse è anche un bene per l'utente che vedrà *forse* i prezzi abbassarsi.