Che fine ha fatto il progetto GPhone? E' questa la prima domanda che balza in testa appena vediamo Peter Chou (CEO HTC) alla presentazione del nuovo Nexus One. Sono passati due anni dai primi rumors del Google Phone e da allora abbiamo assistito all'evoluzione costante del sistema Android fino alla consacrazione del 2009, ma tra i primi 20 telefoni commercializzati non troviamo Google in veste di manufacturer.
Il Nexus One doveva essere il punto di partenza verso una nuova dimensione aziendale, invece ne è un punto di arrivo: Google non produce, nè produrrà telefoni, li vende solo.
Il 5 di Gennaio Google è uscita allo scoperto mettendo a tacere le voci che ancora volevano un vero GPhone, disegnato e costruito dalla casa di Mountain View. Il Nexus One è tecnicamente uguale agli altri telefoni HTC equipaggiati Android, l'unica differenza è che questa volta è venduto da Google. Il significato di tutto ciò? A questo punto della storia è semplice: Google non vende telefoni, non fa profitti sul numero di vendite del Nexus One, bensì vende pubblicità.
Il Nexus è solo uno dei tanti strumenti fino ad ora usati per convogliare gli utenti internet sui servizi Google, è questo il fine dell'azienda e la formula è ben nota: più utenti implicano più pubblicitari disposti ad acquistare gli spazi web. Il business Google è tanto semplice quanto complicato da sostenere nel lungo periodo, per questo da un paio di anni si è pensato di trasformare i consumatori di telefonia, in consumatori internet mobile. In che modo? Creando telefoni capaci di restare sempre connessi alla rete utilizzando i servizi Google, così come accade da diversi anni su desktop PC.
D'altronde, perchè competere con aziende già ben avviate, quando una collaborazione può portare all'incremento dei profitti derivanti dal proprio business, senza stravolgerlo?